PERCORSO ARTISTICO

MOSTRE PRINCIPALI

1998 "NATURE MORTE"  VIA FRANCIGENA BERCETO

2003 "AQUA" - PARMA

2008 "INDONESIA" - VIA FRANCIGENA BERCETO

2009 "THE NEW BEAT GENERATION" - BERCETO E REPLICA  A PARMA

2010 "CAMMINO DI SANTIAGO" - OPERA DONATA A FAVORE DELLE POPOLAZIONI DI HAITI

2011 "PORTA DEI SOGNI" - PARMA. TORINO - FORLI'

2011 "ERGON"  SCULTURA SELEZIONATA XXI EDIZIONE MINIARTEXTIL - COMO - PARIGI - VENEZIA

2012 "FUORI SALONE" - MILANO (Sculture & Design)

2012 "BERCETO 712 A.D -2012" - collettiva - MUSEO PIERMARIA ROSSI - BERCETO - PR

 

2013 MIAMI - design district

2013  BRESCIA "MUSEO MILLE MIGLIA" 

2013 "TERZA STORIA"  - personale - PARMA - GALLERIA MAISON OLIVIER  

2013 "FUTURISMI MATERIALI" - personale - CASTELLO PALLAVICINO DI VARANO de' MELEGARI

 2013 "HOTEL CRISTALLO" - CORTINA D'AMPEZZO - personale

2013 “INTRECCIO FOTOGRAFICO"   PIETRASANTA  - personale

2013 "INTERNATIONART IN VENICE" - collettiva - VENEZIA 4 -25 OTTOBRE

2013  “COLRI D'AUTUNNO"  -  COLLETTIVA A PIETRASANTA DAL 6 AL 31 OTTOBRE 2013

2013 “OGNI VIAGGIO UN INTRECCIO" -personale - GALLERIA ZANNONI - REGGIO EMILIA   (5 ottobre - 2 novembre)

2013  CASTELLO SFORZESCO MILANO   "7° TROFEO MILANO" - personale -  12 OTTOBRE

2013 ArtVerona 2013 COLETTIVA  "MyHomeGallery" VERONA - 10-14 ottobre

2013 "VENEZIA MISTERIOSA"      collettiva   CA' ZANARDI  7 - 23 novembre

2013 "JUMPING PARMA"   - EXIBITION AL  PALACASSA - FIERE DI PARMA  22-23-24 novembre

 

2014 "BIENNALE D'ARTE CONTEMPORANEA DI ROMA"  X EDIZIONE 18-27 gennaio SALE DEL BRAMANTE

2014 "ARTOUR-O FIRENZE" MUST IL MUSEO TEMPORANEO  X EDIZIONE  -  13-16 MARZO  VILLA VEDETTA 

2014 "PERSONALE"   PARMA dal 21 marzo al 20 aprile "UNODITRE"

2014 “VENEZIA MISTERIOSA"  collettiva Cà Zanardi

2014 "INTERNATIONART IN VENICE" - collettiva - VENEZIA

 

2014/2015 “RIGENERAZIONE" Museo Pier Maria Rossi

2015 “MILANO AUTOCLASSICA"

2015 COLLETTIVA VILLA SORAGNA COLLECCHIO

2015 COLLETTIVA ARANCIAIA DI COLORNO

 

2015-2016 "LA VIA AFRANGINE NELL'ANNO DI GIUBUEO"

2016 "BIENNALE D'ARTE CONTEMPORANEA DI ROMA"  XI EDIZIONE -  SALE DEL BRAMANTE

2016 "MILANO AUTOCLASSICA"

BIGLIO

Giuseppe Bigliardi inizia a fotografare come tanti giovanissimi amatori della seconda metà del Novecento, scattando su pellicola, poi sviluppando e stampando per conto suo. Ad un certo punto  decide di essere fotografo anche per professione: si iscrive all’ Istituto Europeo di Design e dal1987 avvia collaborazioni importanti con aziende locali e internazionali. La formazione, il continuo aggiornamento, i tempi sempre più rapidi imposti dal mercato delle immagini, lo portano ad usare le tecnologie digitali, a comprendere e sfruttarne le possibilità, verso un’ immagine sempre più immateriale, proteiforme, staccata dalla fisicità delle cose.


Nel corso di questi anni Bigliardi ottiene riconoscimenti importanti (Art Director’s Club nel 1993, Media Stars, 2011), ma poi succede qualcosa in territori differenti da quello dell’ applicazione commerciale, forse la nostalgia della materia, del tempo lento di un’ immagine diversa.
In questa ricerca che prende rilievo negli ultimissimi anni sviluppa l’ interesse per il materiale di recupero, trovato, la cui grana dialoga con l’ immaterialità dell’ immagine digitale. Costruisce i supporti, spesso con trucioli intrecciati per trame che suggeriscono prospettive o griglie ortogonali, vi riporta la stampa fotografica, miscelando i materiali e riportando a galla la materia del supporto, fino a che l’ equilibrio tra illusione fotografica e evidenza della materia corrisponde all’ intenzione dell’ autore, o ne rivela un aspetto inatteso.

In queste opere la fotografia come immagine trapassa in fotografia come oggetto, propone una terza storia pensando la materia delle sue figure.

PAOLO BARBARO

"TRAME DI VISSUTI"

Da subito, senza ipocrisie,  la ricerca espressiva di Biglio ci appare  impegnata  in una intrigante sperimentazione tecnica  che percorre un crinale di frontiera tra fotografia e pittura tra linguaggio figurativo e informale.
La “ pittura fotografica “ di Biglio si fa strada attraverso  nervose alternanze, intermittenze, singulti  e  salti tra impressioni ed espressioni.
I suoi “quadri” prendono corpo su  strane superfici materiche a base di frange di lamine di legno di recupero intrecciate in  trame.
E’ questa base materica  di origine naturale la significante partenza di Biglio, la premessa progettuale, il “buon letto” che, come nell’antica pittura su tavola,  deve assecondare  i suoi  paesaggi.  Con grande controllo progettuale,  su questo supporto di matrice artigianale,  Biglio trasferisce  i suoi scatti  sperimentando  una  raffinata quanto tecnologica  rielaborazione dell’immagine.   Attraverso  un processo di mettere e levare, di abrasioni e cancellazioni,  le sue  fotografie si smaterializzano, implodono e si staccano  dalla fisicità delle cose che rappresentano per  intessere  un sottile quanto inaspettato dialogo tra materia e immagine di realtà della fotografia.
 Rielaborazioni non soltanto  formali le sue:  la rete di superficie è metafora del pensare, del connettere,  e la gestione espressiva  della stampa diretta ha  come  risultato  interpretazioni   di accadimenti per nuove visioni del sentire .  Nei lavori di Biglio prendono nuove consistenze di realtà astratte sequenze di viaggi e di vissuti. L’immobilità  dei ricordi e delle cose della  fotografia   è dissuasa al  ritmo  di andate e ritorni della stampante e  da interventi espressivi di abrasioni e cancellazioni.  Opere aperte che non vogliono  affermare  significati  chiusi e univoci ma sempre  sconfinanti  oltre i limiti  topografici del paesaggio.   Nella dinamica rappresentazione delle categorie spazio/tempo  i  paesaggi urbani e rurali di Biglio fanno emergere  consapevolezze neofuturiste e neocubiste.  Sono lampi di natura e artificio, trappole e  rifugi per eleganti tracce di presenze e  passaggi dell’uomo:  poetici  brani di mutevolezza del tutto.
  Esplorazioni  paesaggistiche del mondo inteso come ambiente  in cui la realtà reinventata gioca con noi che guardiamo una partita dall’esito incerto:  si svelerà solo a chi saprà decifrarla e assaporarla nelle sue trame  di vissuti.

 

ELES IOTTI

"RIGENERAZIONE"

Un monolite con la scritta “Genesi” in molteplice lingue raschiato, aggredito e corroso da calori antichi che hanno deformato le lettere ed il senso: quasi una dimenticanza, un segnale che ormai non indica più nessuna direzione. Eppure un Eden esiste, in un angolo dell’Indonesia, in un corso d’acqua animato di ragazzi, forse di una razza diversa da noi che “rimaniamo a terra”, un paradiso che potrebbe sparire appena quel ragazzino che ci guarda prenderà coscienza che i nostri occhi l’hanno scoperto. Così forme vegetali, fotografie che dovrebbero essere il fissarsi del ricordo, l’eternità che diamo al nostro presente, diventano la base di racconti di inquietudine, di assonanze e rimandi che spesso si innestano sul nostro profondo, nell’inconscio. C’è infatti in Bigliardi una profonda, autentica necessità di rivolgersi all’inconscio, di far affiorare immagini che lievitano informi sotto l’occhio lucido di colui che è partito come fotografo, ma al quale l’immagine fissa non è mai del tutto bastata, e l’artista che rimane comunque legato alla realtà, alla figura, provenienti da un lontano ed intimo sentire, da profondità interiori inespresse, alle quali un lungo, lento ed elaborato processo cerca di dar spazio e forma. C’è un aspetto immediato di sorpresa e talora di gioco nelle sue opere, che rappresenta come una forma di pudore, un modo per nascondersi, ancora, se fosse possibile, ma lieve e per nulla dissacrante. Poi le sue forme vegetali ed animali prendono vita nella metamorfosi continua della materia, nella ricerca del colore che rimanda ad altro da quello ch’era in natura, nella manipolazione che modifica, rintraccia, gonfia, ingravida le forme o le penetra fino ad arrivare alla corsa di microrganismi colti in un irrequieto ed instancabile movimento sotto vitro. La poesia delle opere di Bigliardi nasce da questa sorpresa dell’occhio e da questo inventarsi, da demiurgo, una vita altra.

MARZIO DALL'ACQUA

"OGNI VIAGGIO UN INTRECCIO"